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ZONA V MONZA

RICEVIAMO E BEN VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

VIVA LA LIBERTA'

(Scritto per un gruppo in partenza per la Costa d'Avorio, 1961)

 

 

Tu sei cristiano per mezzo della carità e per la carità:

per nient'altro e a nient'altro.

 Se dimentichi la carità, ti rendi assurdo

e se la tradisci, diventi mostruoso.

Nessuna giustizia può dispensarti dalla sua legge.

Se ti stacchi da lei per ricevere qualcosa più grande di lei,

tu preferisci la ricchezza alla vita.

Se ti stacchi da lei per dare qualcosa migliore di lei

tu privi tutto il mondo

del solo tesoro che sei fatto per donare.

Se la carità è per te praticamente facoltativa,

non occorre scomodarti per Abidjan (aderendo al M.3°età) o per altrove:

non sei che un buono a nulla.

Noi siamo liberi da ogni obbligo

ma totalmente dipendenti da una sola necessità: la carità.

 

La carità è più che il necessario per esistere,

più che il necessario per vivere,

più che il necessario per agire.

La carità è la nostra vita che si eterna.

 

Quando lasciamo la carità, noi lasciamo la vita.

Un atto senza carità è una morte improvvisa,

un atto della carità è una resurrezione immediata.

Tu non puoi fare la carità: tu la ricevi.

La carità imperfetta è un dono incompiutamente ricevuto.

La carità è gratuita pur essendo necessaria:

tu non la guadagni come ad un concorso;

la guadagni desiderandola, domandandola, ricevendola

e trasmettendola.

Non s'impara la carità, se ne fa conoscenza a poco a poco

imparando a conoscere Cristo.

E' la fede nel Cristo che ci rende capaci di carità,

è la vita del Cristo che ci rivela la carità,

è la vita del Cristo che c'insegna

come desiderare domandare ricevere la carità.

E' lo spirito del Cristo che ci fa vivi di carità

attivi mediante la carità.

Tutto può servire alla carità.

Tutto è sterile senza di lei. Noi stessi per primi.

SPIRITUALITA' DELLA BICICLETTA 

(Scritto tra gli anni 1945 -1950)

 

<<Andate...>>, dici a ogni svolta del Vangelo.

Per essere con Te sulla Tua strada occorre andare

anche quando la nostra pigrizia ci scongiura di sostare.

 

Tu ci hai scelto per essere in un equilibrio strano.

Un equilibrio che non può stabilirsi né tenersi

se non in movimento, se non in uno slancio.

Un po' come una bicicletta che non sta su senza girare,

una bicicletta che resta abbandonata contro un muro finché

qualcuno non la inforca per farla correre veloce sulla strada.

La condizione che ci è data è un'insicurezza vertiginosa,

universale,

Non appena cominciamo a guardarla,

la nostra vita oscilla e ci sfugge.

 

Non possiamo star dritti se non marciare e tuffarsi

in uno slancio di carità.

 

Tutti i santi che ci sono dati per modello,

o almeno molti, sono vissuti come degli assicurati,

una specie di Assicurazione spirituale che li garantiva

contro risci e malattie,

che prendeva a suo carico anche i loro parti spirituali.

Essi avevano tempi ufficiali per pregare

e metodi per fare penitenza, tutto un codice di consigli

e di divieti.

Ma molti di noi

è in un liberismo un poco pazzo

che gioca l'avventura della tua grazia.

Tu ti rifiuti di fornirci una carta topografica.

Il nostro cammino si fa notte.

Ciascun atto da fare a suo turno s'illumina

come uno scatto di segnali.

Sovente la sola garanzia è questa fatica regolare

dello stesso lavoro ogni giorno da fare

della stessa vita da ricominciare

degli stessi difetti da correggere

delle stesse sciocchezze da non commettere.

 

Ma al di là di questa garanzia

tutto il resto è lasciato alla tua fantasia

che ci lega al suo libero gioco.

 

Queste stupende riflessioni di Madeleine Delbrèl dovrebbero essere

l'A.B.C di ogni cristiano e di ogni aderente al M.3°Età!!!

(Il responsabile della Zona V di Monza Luigi Maggi)

LA MISSIONE DEL MOVIMENTO TERZA ETA'

  L'età non la da l'anagrafe; la giovinezza e la vecchiaia non sono fasce numeriche di anni, scansioni temporali che si succedono deterministicamente.

L'autonomia personale non si incarna nell'integrità sensoriale e motoria degli organi del corpo ma nell'intensità dell'intelligenza e del cuore.

La giovinezza è uno stato della mente, è la tempera della volontà, è una qualità dell'immaginazione, il vigore delle emozioni, la predominanza del coraggio sulla timidezza, del desiderio di avventura sull'apatia.

Nessuno invecchia solo per il fatto di aver trascorso una certa quantità di stagioni: l'uomo invecchia perché ha disertato i suoi ideali preoccupazioni, diffidenze, chiusure in se stessi, paura, disperazione: questi sono i lunghi anni che fanno piegare il capo e inceneriscono lo spirito.

Siano settanta o venti, vi può essere in ogni cuore l'amore per lo stupendo, la dolce meraviglia delle stelle, la lucentezza delle cose e dei pensieri, la coraggiosa sfida degli eventi, l'immancabile infantile curiosità, la gioia di vivere.

Tu sei giovane come la Tua fede e vecchio quanto il Tuo dubbio; giovane come la confidenza in Te stesso e vecchio quanto le tue ansie; giovane come le Tue speranze e vecchio quando l'abbandono dipende dall'animo, dal cuore.

Fin quando il tuo cuore, il Tuo animo ricevono messaggi di bellezza, di gioia, di vita, sia dall'ambiente, sia dall'uomo, sia dall'infinito …… Tu sarai giovane.

Questa è la missione dell'Opera Immacolata Concezione, la cultura che ci ispira, l'obiettivo dei nostri Fondatori, l'impegno delle centinaia e centinaia di operatori e volontari verso le migliaia di ospiti oggi e di domani: promuovere, quaggiù, messaggi di bellezza, di gioia, di serenità nelle relazioni della longevità e della non autosufficienza, per poterci poi ritrovare per sempre lassù, con Chi ci ha donato la Vita”. 

”Tratto dall'intervento del Presidente dell'Opera Immacolata Concezione (Prof. Angelo Ferro) in occasione dell'inaugurazione della residenza AIRONE avvenuta a Padova il 5 dicembre 1998”.

 Questa è la Missione che il Movimento 3° Età della Zona V di Monza si e posto fin dal giorno in cui a Vimercate hanno raccolto 4.773 firme, una iniziativa che verrà portata avanti contro ogni indolenza, ottusità, insensibilità sociale e umana. Cercheremo di coinvolgere ogni forza politica locale e Regionale, confidando che sia ancora possibile trasformare l'ex Ospedale Civile in un Villaggio a misura dell'anziano, un'operazione di completa rottura con gli schemi del passato. Sono certo che dentro le nostre Comunità sia possibile trovare uomini e donne sensibili al problema e ogni risorsa economica sufficiente per individuare un approccio comunitario e una soluzione alla vecchiaia fondata sulla sinergia, momenti di riposo, di tempo libero, di attività lavorative, di volontariato, di spiritualità, di preghiera, il tutto vissuto con una cultura dell'accoglienza solidale e aperta al territorio, fortemente professionale anche in virtù delle precedenti esperienze e risorse dell'anziano, sia in coloro che lì dovranno lavorare, sia nelle diverse tipologie di cittadini che la frequenteranno, ricreando quel senso di appartenenza ad una comunità civile la quale riesca a sintetizzare in modo armonioso le differenze di stato, di ruolo, di salute: di ogni persona. 

Vimercate 21 marzo 2016                                                          per il M.3°Età  zona V Monza Luigi Maggi

INTERVENTO DEL SIG. LUIGI MAGGI

luigi maggi responsabile di zona del M.3°Età al Consiglio Pastorale Decanale di Vimercate in funzione alla prossima visita del Cardinale Angelo Scola 08 marzo 2017.

16.05.2016

 Se ognuno di noi fa qualcosa.

 Ogni iniziativa del M.3°Età Decanale dovrebbe lasciare un segno, ogni sforzo profuso e ogni iniziativa che non viene condivisa ne accolta come un dono, non modificherà le nostre abitudini: “più terrene che spirituali”, se non si creano i presupposti per valutare e risolvere i problemi che ogni giorno emergono dentro le nostre Parrocchie, diventiamo una Chiesa chiusa in se stessa.

 a) Gli aderenti al M.3°Età Diocesano nell'anno 2015/2016 sono: 7.088 (sono un Patrimonio X tutti).

 b) Quelli della Zona V di Monza sono: 1.985 - 7 in meno dell'anno 2014/2015=

 In molte delle nostre comunità decanali, si nota una ridotta capacità di attenzione verso i problemi degli anziani, i nostri problemi sono sicuramente politici, sociali, umani, ma, sono anche Pastorali, per questi motivi chiediamo a tutti i Parroci del Decanato di “aiutarci ad aiutarvi”, “esserci vicini per esservi vicini”, di sostenerci e di far nascere il M.3°Età la dove non esiste, rimbocchiamoci tutti le maniche per costruire un futuro migliore (non solo verso gli anziani), dentro le nostre comunità.

 c) I gruppi del M.3°Età nel decanato di Vimercate sono solo 18 su 30 Parrocchie, in12 Parrocchie non si ritiene utile la costituzione del M.3°Età ?

 Papa Francesco sollecita la Chiesa ad essere tutta protesa verso il “fuori”, verso le periferie del mondo, ma anche della società, una Chiesa autenticamente testimone della misericordia di Dio anche attraverso delle opere umane. Se ognuno di noi fa qualche cosa, allora si può fare molto!

 Tutti sanno che gli anziani non vendono illusioni, desiderano essere dei testimoni credibili, noi sappiamo che ogni nostro impegno o iniziativa si sviluppa e si realizza solo da un seme deposto in una terra già preparata e concimata da Dio!

Questi sono i motivi per cui desideriamo restituire, sopratutto ai giovani, una parte della nostra esperienza, affinché condividendo l'importanza dei nostri valori anch'essi li possano condividere, tutelare e ritrasmettere alle future generazioni.

Sono molti gli imbonitori e gli strumenti che vengono utilizzati per incantare i ragazzi, noi anziani possiamo aiutarli a districarsi da queste illusioni che potrebbero emarginarli.

Per questi motivi affermiamo che “ogni anziano è una risorsa”: si valuti quali e quante risorse sono presenti in ogni Parrocchia, quante di queste non sono impiegate e quante di queste sprecate?

 c) Gli aderenti al Movimento 3°Età del Decanato di Vimercate nell'anno 2015/2016 sono: 941 - 12

 in meno rispetto all'anno 2014/2015= Sono 941 potenziali laici da impiegare in Parrocchia!

Non sempre è evidente la necessità di una Formazione Permanente rivolta ai pensionati:

 “Queste problematiche e circostanze, se vissute in parrocchia, danno una maggior consapevolezza al laico che non si frequenta un ambiente qualunque, ma ci si trova insieme in un ambiente cristiano, dove possiamo contare e affidarci, incontrare la solidarietà e l'aiuto reciproco”.

 Per questi ragioni il laico ha bisogno di una “formazione permanente”, in un'azienda sarebbero definiti “i quadri”; per noi, sono un gruppo di persone di buona volontà che danno tempo, intelligenza, fantasia per andare avanti e sopratutto essere una presenza nella chiesa locale (senza dimenticare il sociale), essere di sostegno, d'aiuto fra l'altro al vissuto di fede, di ciascun laico; facendolo divenire una sorta di “propaganda vocazionale” ed offrire al maggior numero possibile di parrocchiani i preziosi servizi del M.3°Età.

Il problema della formazione permanente sopratutto alla fede è qualcosa che deve preoccupare e occupare ogni nostra comunità in maniera sistematica, a partire dai Parroci, dai responsabili e animatori dei vari gruppi parrocchiali. Poi per questi, si tratterà di far transitare, a cascata, quanto maturato nella formazione permanente, questo impegno in Parrocchia è un compito serio, per il quale occorre essere preparati.

Il ruolo dei laici sta diventando sempre più importante, per questo occorre avere fede salda, ma anche un po di competenza. E' una responsabilità e un grande compito quello che oggi il M.3°Età può svolgere nelle nostre rispettive comunità così da poter dire: “ho fatto del mio meglio”.

 “Bisogna cercare di seguire la nostra vocazione, il nostro progetto d'amore. Ma non possiamo mai considerarci seduti al capolinea, già arrivati. Si riparte ogni volta. Dobbiamo avere umiltà, coscienza di avere accolto l'invito del Signore, camminare, poi presentare quanto è stato costruito per poter dire: “sì, ho fatto del mio meglio”.

“Pensiamo al ritratto di Gesù raffigurato nel Duomo di Monreale. Ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual'è il nostro posto e aiutare gli altri a capire qual'è il proprio, perché si formi l'unico volto del Cristo”.

 Termino con le parole di Kahlil Gibran

Credere è una bella cosa,

mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza.

Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare,

ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude.

Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne,

ma il loro spirito rimane addormentato  nell'oscurità delle caverne.

 

RIFLESSIONE DI DON TOMMASO 14.04.2016

 Riportiamo alcune riflessioni che giovedi 14 aprile 2016 don Tommaso ci ha illustrato durante l’incontro sul tema: “Vivere i Sacramenti” nell’ambito delle proposte per l’Anno della Misericordia che, come anziani, stiamo vivendo nella nostra Comunità.“

Prima del Concilio Vaticano II era messo, al centro delle dottrina della Chiesa, il problema del peccato e della Redenzione da parte di Gesù, mediante il Battesimo, puntando sul terzo capitolo della Genesi.

Durante e dopo il Concilio è stato “riscoperto” il primo e secondo capitolo della Genesi e cioè: tutto ciò che è stato creato da Dio è bello e buono, addirittura l’uomo è stata l’opera creatrice “molto buona” pertanto bisognava rimettere al centro l’esperienza di bene e la Grazia di Dio.

Documento innovativo e sconvolgente del Concilio Vaticano II è la “Gaudium et spes”: la Chiesa non è più di fronte o in contrapposizione al mondo ma si mette all’interno del mondo, la Chiesa ha qualcosa da imparare dal mondo perché anche il mondo è stato creato da Dio stesso e l’ha creato così bene che anche i non credenti possono insegnare qualcosa ai credenti; questa è una cosa molto bella che segna una rivoluzione nel modo di pensare.

Un frutto del Concilio è che, in questi anni, si è assistito al superamento della contrapposizione tra la Chiesa e il mondo.

 I primi due capitoli della Genesi ci dicono che Dio ha fatto tutto per bene, solo il terzo capitolo ci parla del peccato. Per questo i ragazzi oggi, nel Sacramento della Confessione, prima di tutto ringraziano per le cose belle e buone che hanno ricevuto, in un secondo momento confessano le loro colpe e poi, su suggerimento del confessore, si impegnano e promettono di fare scelte positive.

 Tre sono i punti evidenziati da don Tommaso:

 1-    Recuperare la dimensione dei Sacramenti con i quali il Signore raggiunge ogni persona nella storia, nel tempo e in ogni luogo.

 2-    Il Concilio ha favorito il mutamento di prospettiva; Dio ci ha creati bene, belli, buoni; quindi la Fede non deve servire per sanare una umanità brutta o cattiva ma per renderla ancora più bella e più buona.

 3-    È cambiato il contesto esterno alla Chiesa: politico, sociale, culturale il che ha favorito il dialogo tra i due soggetti: la Chiesa e il Mondo.

 I Sacramenti sono doni che aiutano a gustare la salvezza che già possediamo in quanto figli di Dio perché, il Signore, ci è vicino; sono gesti che prolungano la presenza di Gesù in mezzo a noi.

 L’Eucarestia è il primo dei Sacramenti perché contiene la presenza di Gesù che si manifesta ancora tra noi. Tutti all’interno della Messa hanno un compito preciso e importante: partecipare in modo attivo, consapevole e fruttuoso.

 l Battesimo è un dono per entrare in una relazione piena con Dio, riconoscere di essere figli di Dio quindi invitare i nostri figli a dare questo “dono” ai propri figli, i nostri nipoti.

 Il Sacramento dell’Estrema Unzione è diventato il Sacramento dell’Unzione agli infermi, un aiuto per l’ammalato in un momento particolare della sua malattia”.

 Alcuni compiti che noi adulti siamo invitati a svolgere:

-         invitare i nostri ragazzi ad avere grandi ideali nella vita, essere generosi, altruisti, aperti agli altri. Questo è fondamentale.

-         essere creativi e saper indicare ciò che è buono e ciò che è meno buono.

-         riflettere su come la famiglia è capace di educare alla fede.

-         fare “invidia” ai nostri nipoti della gioia, della contentezza, della speranza, della bellezza che abbiamo quando torniamo da Messa.

-         non essere critici sulle scelte fatte dai nostri nipoti.

 -         interrogarci sulla nostra non testimonianza dell’Amore che Dio ci dona durante l’Eucarestia domenicale.

 Altri compiti che ci ha affidato sono:

-         raccontare quali forme si vivono nelle nostre famiglie per testimoniare il Vangelo (durante  i pranzi domenicali, nelle riunioni con i parenti, nei piccoli gesti per far conoscere Gesù ai nipoti, ecc.).

-         condividere i piccoli gesti di generosità e di altruismo che ci sono nelle nostre famiglie.

 Nel ringraziare don Tommaso per la sua presenza, ci auguriamo di averlo in un prossimo incontro in cui ci aiuti a svolgere bene il nostro ruolo di “educatori” nei confronti delle generazioni più giovani.

 

                                                                           A.M.